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Augusto “Gustino” Geremicca: l’operaio calciatore

Scritto da  Giuseppe Livadoti
Pubblicato in Vecchie Glorie
Lunedì, 23 Maggio 2016 19:05
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Centrocampista negli anni 50/60. La maglia rossoblù l’indossa grazie al tecnico Politzer che, osservandolo come giocava nella squadra locale denominata Italia, sostenuta da Renato Punzo, non ha esitato a portarlo nel Crotone. Da quel momento inizia la carriera calcistica di Geremicca nel Crotone assieme ad altri locali tra cui: Mimmo Pulvirenti e Leonida.

 Dopo aver disputato il torneo Dante Berretti gioca alcune partite anche in prima squadra, insieme a Robotti, Ferraris, Fontanesi Comaschi.

Titolare inamovibile nella stagione 1952 (quarta serie), allenatore Vaccari.

Categoria dove il Crotone  rimane fino al campionato 1958/1959 per poi essere  promosso in serie C battendo nell’ultimo incontro all’Ezio Scida l’Alba Napoli per 6 a 1, in quell’occasione Geremicca ha segnato l’ultimo gol.

Dopo la promozione in serie C altri tre campionati con la maglia rossoblù. Nel 1962 passa al Castrovillari, dietro insistenza del tecnico Politzer. Dopo Castrovillari gioca a Gioia Tauro e poi con la Silana come giocatore/allenatore. 

Oggi Geremicca è in pensione grazie ai tanti anni trascorsi in fabbrica come operaio meccanico. Impegno che ha mantenuto anche durante il periodo in cui è stato calciatore. Smesso di giocare non è rimasto nell’ambiente calcistico.

Gustino, perché non hai continuato a stare nell’ambiente come allenatore?

Il motivo è semplice, da giocatore già facevo l’operaio, presso lo stabilimento Montecatini (successivamente Montedison), attività che riuscivo a conciliare anche con l’impegno calcistico. Smesso di giocare ho preferito continuare il lavoro in fabbrica.

È stato difficile conciliare le due attività? 

Era un sacrificio enorme, ma lo facevo per la passione e l’entusiasmo della giovane età. Agli allenamenti mi recavo dopo aver terminato il turno lavorativo. Quel doppio impegno, lavoro in fabbrica e giocare al calcio, lo portavo avanti con orgoglio perché giocare in prima squadra ed in serie C era molto difficile per un giovane crotonese.

Il sostegno maggiore per fare questo mi veniva dai tifosi, capeggiati da Renato Punzo attuale collaboratore del Crotone calcio.

Altro crotonese che, come me, in quel periodo oltre a fare il calciatore era impegnato nel lavoro con l’attività del padre, era Franco Silipo, giocava da mediano. Pure lui, a fine carriera, ha scelto la continuità lavorativa e oggi gestisce la nota gioielleria che allora era del padre.

Hai affermato che per un crotonese era difficile giocare in prima squadra, perché?

Per allestire la squadra si preferiva attingere dai vivai delle società del nord che abbondavano di giovani calciatori.

Noi crotonesi eravamo utilizzati per allenare la prima squadra.

Ciò nonostante hai giocato in serie C nella squadra della propria città?

Grazie a Cecco Lamberti, tecnico della promozione in serie C, che, vedendomi giocare in allenamento con i ragazzi, si meravigliò per non essere componente della prima squadra. Dopo quella segnalazione ho sempre giocato da titolare.

Un particolare di quei tempi?

E’ riferito alla stima dei tifosi nei miei confronti. A tal proposito ricordo un episodio in occasione della partita Crotone – Ragusa, giocata sul campo neutro di Locri.

Quell’incontro, non dovevo giocarlo a causa di una tonsillite (questa fu la giustificazione che mi diede il tecnico Lamberti). A pochi minuti dall’inizio dell’incontro i tifosi, presenti sulle gradinate, non vedendomi ancora in campo insieme agli altri giocatori, invasero il terreno di gioco e tolsero pantaloncini e maglietta a Sgorlon (che avrebbe dovuto giocare al mio posto) e mi obbligarono ad indossarli per giocare.

Come terminò l’incontro?

Per fortuna con la vittoria del Crotone per 1 a 0. Se non avessimo vinto la colpa del mancato successo l’avrebbero data all’assenza di Sgorlon.

L’attuale calcio, come lo giudichi?

Migliore rispetto ai miei tempi. Si corre di più, il giocatore copre più ruoli durante la partita, si assiste ad incontri con molti gol e cosa importante sono migliorati i terreni di gioco, oggi hanno tutti l’erba.

Dell’attuale Crotone cosa pensi?

Mi sta permettendo di passare delle belle giornate andando allo stadio a vedere le partite. Grande riconoscimento alla dirigenza per quello che sta facendo nell’allestire ottime squadre. Non è facile vincere campionati di serie C1. Bisogna dare merito al presidente Vrenna dell’ottimo lavoro che sta facendo nell’ambito del calcio.

Segui sempre il Crotone?

Per un crotonese ex calciatore è obbligo seguire la propria squadra. Trattandosi di una serie B l’assiduità allo stadio deve essere maggiore.

Geremicca nell’attuale Crotone in quale giocatore si potrebbe identificare?

In Matteo Paro con più grinta ed in Alfredo Cardinale. Due giocatori che a centro campo sanno cosa fare con il pallone.

Hai mai pensato di collaborare con l’attuale società?

A tal proposito non ho mai avuto nessun contatto.

Giuseppe Livadoti

Letto 1446 volte Ultima modifica il Lunedì, 13 Giugno 2016 11:48

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