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Gino Robotti: nonostante sono passati tanti anni, tifo sempre Crotone

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Pubblicato in Vecchie Glorie
Martedì, 24 Maggio 2016 16:08
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Gino Robotti, al Crotone per tre stagione, 1950/51/52, è sempre ricordato con molta simpatia dai tifosi d’allora. La sua carriera di calciatore inizia nel 47, subito dopo la guerra, con la Rodense in quarta serie e si mette subito in evidenza tant’è che è convocato per la rappresentativa lombarda.

Arriva al Crotone grazie all’amico Bordin che giocava già da due anni nella squadra dell’on. Silvio Messinetti, allora presidente, che lo segnala come ottimo centravanti. Nel Crotone, inizia a giocare all’attacco, in seguito si schiera come mediano ed è in questo ruolo che si mette all’attenzione dei tecnici calabresi che lo convocano per la rappresentativa calabra. Il Crotone degli ultimi anni lo ha seguito anche all’Ezio Scida in alcune occasioni e quando è stato impegnato in trasferta al nord.

Quando lo abbiamo intervistato Robotti viveva a Lugano insieme alla moglie. Ha due figli, un maschio ed una femmina entrambi sposati con figli. Con molta simpatia e qualche punta di commozione, ci ha raccontato il trascorso di calciatore e cosa l’ha invogliato a venire a Crotone.

Robotti, prima di venire a Crotone giocava nella Rodense ed era molto apprezzato, perché ha scelto di trasferirsi al sud?

Da giovane non sopportavo volentieri il freddo e le giornate grigie. Quando Bordin, un mio ex compagno di squadra nella Rodense, che già giocava nel Crotone, mi segnalò che c’era la possibilità di scendere al sud in Calabria, ho dato la mia disponibilità sapendo che mi sarei trasferito in un posto molto soleggiato. Ciò è avvenuto ed ancora oggi, non mi pento della scelta fatta allora.

In che ruolo giocava nel Crotone?

Fui ingaggiato per fare l’attaccante. A tal proposito mi ricordo un episodio molto piacevole accaduto nella prima giornata di campionato del 1950, Crotone in trasferta a Lecce dove segnai dopo appena 30 secondi. Un record che ancora oggi non è stato battuto. Dopo il primo campionato, mister Vianello, proveniente dal Saronno, mi spostò a mediano perché come attaccante arrivò Erba.

Ricorda alcuni compagni d’allora?   

Fontanesi, con lui ancora aggi ci sentiamo telefonicamente, Comaschi, Brocchetta, Della Gora. Tutti giocatori che nel calcio hanno avuto successo. Fontanesi e Comaschi giocarono anche nel Napoli in serie A.

La carriera di Robotti dopo Crotone?

Passai a squadre di serie superiore: Salernitana, Modena, Genova dove mi sono fermato per sei anni tra la serie A e la B. Ho concluso la carriera con il Cesena per disturbi ad un ginocchio.

Il Crotone per Robotti cos’ha rappresentato?

È stata la squadra che mi ha messo all’attenzione del calcio nazionale. Ho trascorso tre anni meravigliosi in compagnia di molti amici. Le giornate le passavo insieme ai miei compagni al bar, situato lungo il corso principale della città, dei fratelli Russo, li ricordo con molta simpatia per l’affetto e l’attaccamento che avevano nei confronti della squadra. Il bar era l’unico diversivo oltre al cinema. Un fatto curioso d’allora, erano le trasferte. Ci recavamo alla stazione con le carrozzelle, oggi scomparse. Il treno era con la locomotiva a carbone e le ore che occorrevano per arrivare a destinazione erano tante. In occasione di trasferte più lunghe si partiva addirittura il venerdì. A Crotone in quegli anni mi sono dedicato anche alla caccia, una passione che ho sempre conservato. 

Il calcio d’allora e quello d’oggi, c’è differenza?

Tanta, adesso si gioca in velocità ed in spazi molto ristretti. Non c’è più il ruolo dell’ultimo difensore davanti al portiere, si pratica molto la tattica del fuori gioco. Allora si preferiva la marcatura sull’uomo e si notava meglio la differenza tecnica nei confronti dell’avversario.

Ha assistito ad alcune partite all’Ezio Scida, nella mente non s’è svegliato qualche ricordo?

Il terreno di gioco in terra battuta. Ciò era motivo di scommessa tra noi calciatori prima d’entrare in campo. Vinceva chi, a fine gara, sarebbe rientrato negli spogliatoi senza nessun'escoriazione. Adesso l’Ezio Scida ha il terreno erboso ben curato e delle ottime gradinate. La cosa che però mi ha colpito di più è stata la qualità della squadra. Un ottimo complesso ben gestito da mister Gasperini. Sono certo che in serie B, il Crotone farà altrettanto bene avendo un presidente che è vincente.

A Crotone quando ci rivedremo? 

Molto presto, sarei dovuto già venire! Purtroppo impegni mi hanno impedito la venuta. Lo farò in occasione della prima partita interna del Crotone per salutare gli amici.

Giuseppe Livadoti

Letto 1726 volte Ultima modifica il Lunedì, 13 Giugno 2016 11:48

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