Quello dello stadio Ezio Scida è un de profundis che va avanti da oltre un decennio...

Pubblicato in Stadio
Venerdì, 15 Luglio 2016 14:52

Ma come è possibile che la Sopraintendenza cambi parere a secondo del giorno sul progetto di ampliamento dello stadio Ezio Scida? Forse è utile fare un passo indietro e riscostruire la vicenda. Mercoledì sera la Soprintendenza esprime parere negativo per la ristrutturazione [leggi articolo], mentre giovedì pomeriggio, dopo l’incontro di Cosenza [leggi articolo], sembra si sia aperto uno spiraglio per un eventuale ok ai lavori, ma il vincolo ministeriale che insiste sull’area intorno allo stadio impone che non possa essere rilasciato alcun parere positivo circa la costruzione di alcuni tipi di manufatti. Questa è la posizione ufficiale del giovedì. A questo punto l’amministrazione presenterà una nuova soluzione tecnica ed entro mercoledì prossimo il soprintendente, dopo l’esame, presenterà questa alla commissione regionale dei beni culturali. Al momento, quindi, si allungano i tempi per la ristrutturazione dello stadio, sempre se la soprintendenza darà parere favorevole. Intanto imperversa solito dubbio amletico a proposito dell’impiantistica sportiva nella città di Pitagora: si farà o non si farà l’adeguamento dello stadio in tempo utile per l’inizio della stagione in data 21 agosto? L’ardua sentenza adesso è nelle mani della Sopraintendenza cui spetta l’ultima parola. Dara lei a decidere se le partite di serie A il Crotone le potrà disputare allo Scida o in un altro stadio d’Italia. Del resto, dell’adeguamento Ezio Scida, se ne parlava da più tempo e si affermava anche che là dove sorge è un'area archeologica e quindi sempre sottoposta a questo tipo di vincoli. Tornando indietro di un decennio e forse anche più, la Soprintendenza bloccò i lavori dell’attuale curva Nord perché furono rilevati dei reperti archeologici. Il completamento della gradinata avvenne con una struttura in carpenteria metallica poggiata al suolo senza perforare il terreno. Il tutto fu deciso dopo una serie d'incontri tra l’allora sopraintendete e l’amministrazione comunale. Quindi, si sapeva già che lo stadio si trovava sopra reperti archeologici. Negli anni si sarebbe dovuto programmare da parte degli amministratori la costruzione di un nuovo stadio in un luogo diverso, giustificandolo con la categoria (serie B) in cui militavano i rossoblù. Non è stato fatto ed ora si lotta con il poco tempo che rimane all’inizio della stagione. Se si giocasse altrove, peggiore delusione non ci sarebbe e per i tifosi, e per la città e per l’intera provincia, ma anche e soprattutto per la società che ha fortemente voluto il traguardo della massima serie. A Crotone quando si parla d'impiantistica la storia insegna che occorre affermare: “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” altrimenti si va incontro a delle delusioni. Già in passato (1975) la città ha dovuto rinunciare allo storico campionato di serie B di Pallanuoto per mancanza di un’adeguata piscina. Il campionato la R.N. Auditore lo ha dovuto disputare tutto in trasferta in quel di Salerno che significò la retrocessione. Grazie poi alla realizzazione della piscina Olimpionica dopo alcuni decenni c’è stato il ritorno della R.N. in serie B nei mesi scorsi. Evitare a proposito dell’Ezio Scida lo scarica barile e fare sinergia tra le varie Istituzioni per realizzare le dovute modifiche necessitano affinché la serie A il Crotone la giochi sul proprio terreno. Le porte della massima categoria ai pitagorici si sono spalancate mesi prima della conclusione del campionato. Essere arrivati ad un mese dall’inizio della nuova stagione e non sapere con esattezza se lo stadio sarà adeguato per la serie A inquieta tutta la tifoseria e l’intera città.

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